Archivio per la categoria ‘9/10’

La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Pubblicato: 7 giugno 2013 in 9/10, film
Fotogramma dal film

Toni Servillo in un fotogramma del film; sullo sfondo l’acquedotto Felice a Roma

Impossibile pensare di ambientare questo film in una città diversa da Roma.

La città più bella del mondo, ma anche la più caotica e la più indolente, la più suasiva e la più sfuggente, la più mondana e la più isolante e estraniante, che può irretire con i suoi tramonti, con i suoi profumi, con le sue feste sboccate e i suoi party ingessati, dove una spogliarellista può trovarsi a fianco di un Cardinale, senza che nessuno dei due lo trovi strano.

Che meraviglia questo film, un viaggio nella decadenza e nell’apparenza, dove è meglio non dire esattamente quello che si pensa, perché potrebbe essere terribile e conviene vivere una vita di eccessi alternati a momenti di intima contemplazione delle antiche bellezze di questa città, che possono calmarti e darti pace: per non ridurti in macerie puoi contemplare dei ruderi.

Solo qualcuno al dal di fuori delle nostre vite può ricordare dove può essere la vera grande bellezza.

Una parola sul grande cast, attori (e non) italiani (e non) all’apice della loro bravura! Sorprendenti!

voto complessivo 9/10

Annunci

HomelandPensavate che dopo 24 non si potessero più girare dei telefilm con il terrorismo e la lotta al terrorismo quali argomenti principali? Ebbene avevate ragione.

Homeland, serial americano trasmesso dal canale via cavo Showtime, parla del terrorismo, della patria, della guerra al terrore, ma va ben al di là del telefilm d’azione, con la classica lotta tra buoni e cattivi, tutta inseguimenti e sparatorie.

All’inizio, ad uno spettatore superficiale, può sembrare un telefilm molto schierato, ma niente è come sembra e solo lasciando che i personaggi rivelino quello che sono realmente potrete apprezzare appieno questa serie. Già, perché la lotta al terrorismo non è più come era lo spionaggio durante la guerra fredda, in cui ciascuna parte sapeva (o credeva di sapere) dove e quale fosse il nemico. Adesso il nemico lo devi capire, il pericolo lo devi intuire e spesso il bad guy è anche il tuo vicino di casa.

Recitato magistralmente, la prima stagione ha una trama lineare, che si svela a mano a mano che la storia procede, puntata dopo puntata, in maniera impeccabile, tanto da meritarsi un Golden Globe e qualche Emmy, tanto per dire.

La seconda stagione invece procede col botto, anzi con una serie di botti! probabilmente gli sceneggiatori hanno trovato un ottimo spacciatore: ogni puntata ti lascia con la bocca spalancata mentre ti domandi “no! e mo’? e adesso che succede?”.

Non so se rendo l’idea.

Quindi, guardate questa serie: la prima stagione potete anche spararvela in un fine settimana con un DVD dopo l’altro, ma per la seconda vi consiglio di lasciar passare del tempo tra una puntata e l’altra per godervi quella suspense che gli sceneggiatori hanno pensato e creato per noi spettatori.

voto complessivo 9/10

Moonrise Kingdom

Pubblicato: 17 dicembre 2012 in 9/10, adolescenza, cinema, commedia
Tag:, ,

Moonrise KingdomAh, che delizia questa commedia di Wes Anderson, un film con un cast di tutto rispetto (Bruce Willis, Edward Norton, Tilda Swinton, Harvey Keitel, Bill Murray, Frances McDormand) in cui sono gli adolescenti a ricordare agli adulti che per amore si possono superare tutti gli ostacoli e si riesce ad andare al di là dei propri limiti.

Il regista è un po’ pazzerello, non so se avete visto il suo “i Tenenbaum“, però riesce a costruire un mondo completamente verosimile, ma caricaturale, in cui gli adulti sono spesso delle macchiette, delle figure con una sola faccia e i bambini sono complessi, articolati, sfaccettati e portano “i grandi” a riflettere sulle proprie manie, sui loro comportamenti ormai diventati abitudini.

Andate a vedere questo film, che parla semplicemente di amore e delle barriere che riesce a infrangere; vivrete per un paio d’ore in un mondo che non sembra reale e vi immedesimerete nelle vicende dei giovani eroi. E ascoltando i racconti letti dalla protagonista volerete fino a Giove.

Con la fantasia, ovviamente.

voto complessivo 9/10

No

Pubblicato: 1 giugno 2012 in 9/10, anni 80, film
Tag:, , , ,

Gael Garcia BernalPresentato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, il film, realizzato da Pablo Lorrain e interpretato da Gael Garcia Bernal, racconta del Cile di Pinochet nel 1988. Non molti anni fa, dunque, eppure ne sapevo pochissimo, sicuramente per mia ignoranza. Confesso che dopo aver visto il film sono andato su santa Wikipedìa a controllare se fosse una storia vera o un’abile e sapiente invenzione. Il film sembra girato in VHS, o con un telefonino a bassa risoluzione, le atmosfere di quegli anni sono ricreate perfettamente, così come l’angoscia e la speranza di un popolo alle prese con il decennale regime di Pinochet.

Senza rivelare troppo della trama, dico solo che la televisione gioca un ruolo importante nella vicenda e quindi nel futuro stesso del Cile di quegli anni; una similitudine forse un po’ forzata, ma senz’altro appropriata, può essere fatta con il ruolo che la televisione ha avuto in altre elezioni politiche in altri paesi di cui conosciamo la storia molto meglio di quella del Cile (o per lo meno si suppone che se ne sappia di più). Può uno spot influenzare le masse? La risposta, banale, è sì.

Sicuramente il film arriverà in Italia, visto che ha vinto il premio Art Cinema Award 2012, e non fatevelo sfuggire!

Voto complessivo 9/10

ImageParliamo della serie televisiva Game of Thrones, prodotta dalla HBO e trasmessa in Italia da Sky (tra pochi giorni inizia la seconda stagione anche in Italia), ispirata ad una serie di romanzi… che però non abbiamo letto.

Già la sigla iniziale del telefilm ci fornisce due importanti indicazioni:

1) la serie è complicata;

2) la serie è bellissima.

I primi tre minuti sono sconvolgenti, ma forse un po’ fuorvianti perché ci fanno immaginare un mondo alla “Signore degli Anelli” anche se poi ci si ritrova immersi più in un favoloso medioevo.

Nei primi dieci minuti appaiono un sacco di personaggi, di cui riusciamo a capire la personalità dalle poche parole che si scambiano. Anche nello svolgersi della storia, poche frasi o addirittura un semplice soprannome, ci svelano efficacemente antefatti e caratteri che in altri sceneggiati richiederebbero intere stagioni per rivelarsi.

L’unico punto debole della storia potrebbe essere costituito dal fatto che i personaggi sono un po’ tagliati con l’accetta (alcuni in senso letterale), costituendo di fatto delle caratterizzazioni: l’uomo d’onore, la mamma che si sacrifica per i figli, colui che segue il vessillo del vincitore eccetera. Ma, forse, in un mondo di soldati e di guerre, dove l’inverno può arrivare all’improvviso, è importante avere una personalità senza sfaccettature (e poi, in questo modo, per gli spettatori è più semplice capire da che parte stanno i vari personaggi).

Gran bel telefilm, da seguire se non siete troppo impressionabili e se amate le storie complesse (meno complicate di quello che potrebbe sembrare).

E ricordate “Winter is coming”

voto complessivo 9/10

La terribile banda dei "tredici" piratiChe peccato non aver letto i libri di Michael Ende quando andavo alle elementari! Questo “La terribile banda dei ‘tredici’ pirati” è il seguito dell’altro libro già recensito in questo blog “Le avventure di Jim Bottone”, di cui ne costituisce la conclusione delle vicende.

Ancor più zeppo di avventure del primo, questo libro contiene tanti elementi che oggi sono cari agli appassionati di fantasy: enigmi, draghi, tesori, essere fatati, espedienti, pirati (vabbé questi ultimi si potevano dedurre dal titolo).

La storia e il ritmo della prosa lo rendono meno infantile rispetto al primo libro e quindi godibilissimo anche dai bimbi un po’ cresciutelli (dai 20 ai 110 anni insomma).

Perciò non indugiate: se vi piace l’avventura e il fantasy correte a leggere questo libro e non esitate a regalarlo ai bambini che vi sono cari e che volete che imparino a sognare.

voto complessivo 9/10

20120318-235654.jpg

Delizioso.
Con un grande omaggio al mestiere dell’attore, Ozpetek ci regala un delizioso film in cui la parte da protagonista la fanno le emozioni.
Se ne provano tante: si ride, si piange, si ha paura, ci si stupisce. Tante emozioni quante sono le facce e le espressioni che un attore sa fare, attraverso le quali quelle emozioni le esprime.
Chissà se è un caso se è proprio nell’anno in cui l’Oscar lo ha vinto un attore che nel film non parla (Dujardin in The Artist, per chi non lo sapesse) e ci fa vivere la storia solo attraverso le sue mille espressioni, che Ozpetek confeziona questo film dedicato a questo mestiere. Quasi a sottolineare il fatto che, con attori come quelli di questo film (tra cui Elio Germano e la “solita” Margherita Buy), non servono effetti speciali per raccontare una bella storia.

Voto complessivo 9/10