Archivio per la categoria ‘fantasia’

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C’era una volta la terza stagione della serie televisiva Once Upon A Time (c’era una volta in Italia), che si è conclusa in maniera più che soddisfacente. Questa stagione, in realtà, è stata costituita da due archi narrativi separati, legati unicamente dalla conclusione del primo al termine della prima metà (il mid-season in America, in pratica prima delle vacanze di Natale). Entrambi sono stati più che dignitosi, con nuovi personaggi abbastanza inquietanti e uno sviluppo psicologico dei protagonisti tutto sommato coerente con quanto fatto fino ad ora.

Lasciamoci quindi trasportare sull’isola che non c’è e nel meraviglioso mondo di Oz, che non sono proprio quello che ci aspettavamo che fossero, proprio come accade per tutti i mondi e i personaggi dell’incantato mondo di Once Upon A time, e godiamoci i momenti di pura cattiveria del cattivo di turno.

Un consiglio: ogni puntata è stata studiata per terminare con un colpo di scena, un cliffhanger per lasciarti sospeso ad interrogarti come si evolverà la situazione. Il binge watching (= guardare tutte le puntate l’una appresso all’altra in un’unica giornata) può forse rovinare questo effetto.

Voto complessivo 7/10

 

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game of thrones season 2In Italia questo sceneggiato è stato trasmesso in (quasi) contemporanea con l’America e devo dire che questo trattamento privilegiato se lo è ben meritato.

Le premesse della prima stagione sono state ben sviluppate, con una serie di trame parallele (immagino che molti tra gli attori principali non si siano mai effettivamente incontrati).

Forse il difetto di questo telefilm sta nel fatto che le trame si svolgono tutte abbastanza lentamente, episodio dopo episodio e dato che esistono tante sottotrame, spesso occorre aspettare due, tre o più puntate prima che si arrivi ad una sorta di conclusione (e per questo per amare questo sceneggiato ci vuole molta pazienza…). La lotta è ancora quella per il potere in stile “medioeval-strategico-polico-militare”, ma qualcosa, intravista già nel finale della prima stagione, fa capire che il lato fantasy sta per fare il suo prepotente ingresso nella serie.

La trama è molto avvincente, gli attori sono tutti bravi e in questa stagione le figure femminili risaltano molto di più, trascinando gli eventi secondo il loro volere.

Il problema grosso è “come faccio ora ad aspettare un intero anno prima di sapere come procedono gli eventi?”.

Voto complessivo 8/10

ImageParliamo della serie televisiva Game of Thrones, prodotta dalla HBO e trasmessa in Italia da Sky (tra pochi giorni inizia la seconda stagione anche in Italia), ispirata ad una serie di romanzi… che però non abbiamo letto.

Già la sigla iniziale del telefilm ci fornisce due importanti indicazioni:

1) la serie è complicata;

2) la serie è bellissima.

I primi tre minuti sono sconvolgenti, ma forse un po’ fuorvianti perché ci fanno immaginare un mondo alla “Signore degli Anelli” anche se poi ci si ritrova immersi più in un favoloso medioevo.

Nei primi dieci minuti appaiono un sacco di personaggi, di cui riusciamo a capire la personalità dalle poche parole che si scambiano. Anche nello svolgersi della storia, poche frasi o addirittura un semplice soprannome, ci svelano efficacemente antefatti e caratteri che in altri sceneggiati richiederebbero intere stagioni per rivelarsi.

L’unico punto debole della storia potrebbe essere costituito dal fatto che i personaggi sono un po’ tagliati con l’accetta (alcuni in senso letterale), costituendo di fatto delle caratterizzazioni: l’uomo d’onore, la mamma che si sacrifica per i figli, colui che segue il vessillo del vincitore eccetera. Ma, forse, in un mondo di soldati e di guerre, dove l’inverno può arrivare all’improvviso, è importante avere una personalità senza sfaccettature (e poi, in questo modo, per gli spettatori è più semplice capire da che parte stanno i vari personaggi).

Gran bel telefilm, da seguire se non siete troppo impressionabili e se amate le storie complesse (meno complicate di quello che potrebbe sembrare).

E ricordate “Winter is coming”

voto complessivo 9/10

ImageIl film più atteso dedicato ai supereroi Marvel è finalmente arrivato nelle sale italiane. Annunciato dagli innumerevoli Easter Eggs presenti in alcuni dei precedenti film, non delude gli appassionati e nemmeno i non appassionati.

Grandi effetti speciali, battute ironiche e divertenti, epiche scene di battaglia e di distruzione, approfondimenti psicologici e personaggi dalla personalità ben delineata rendono il film godibile anche ai non esperti del genere, anche se la trama presuppone un po’ di conoscenze pregresse (degli altri film, non dei fumetti).

Non vogliamo sottolineare la fedeltà alla storia dei fumetti, dato che non è questo a cui aspirano i film ispirati al mondo dei comics, ma vogliamo sottolineare la fedeltà allo spirito dei vari personaggi così come sono stati delineati nei vari film. Capitan America è l’ispiratore, la guida, il super soldato che è super per il coraggio non per la forza; Iron Man è lo scanzonato miliardario, la cui battuta fulminante serve a spezzare la tensione e a non cadere in preda al panico davanti a forze estremamente più grandi e soverchianti; Thor è l’impersonificazione dell’onore a tutti i costi, il dio che deve emendare le colpe dei propri simili. E così via.

Complimenti quindi agli sceneggiatori che hanno saputo costruire un mondo alternativo a quello dei fumetti, ma coerente al suo interno, nei limiti del possibile, rispettando, se non altro nello spirito, quello che è l’obbligo assoluto dei fumetti Marvel: la coerenza interna, la continuity.

E quindi andate a vedere questo film che non vi deluderà, ricordando che HULK SPACCA!

Voto complessivo 8/10

La terribile banda dei "tredici" piratiChe peccato non aver letto i libri di Michael Ende quando andavo alle elementari! Questo “La terribile banda dei ‘tredici’ pirati” è il seguito dell’altro libro già recensito in questo blog “Le avventure di Jim Bottone”, di cui ne costituisce la conclusione delle vicende.

Ancor più zeppo di avventure del primo, questo libro contiene tanti elementi che oggi sono cari agli appassionati di fantasy: enigmi, draghi, tesori, essere fatati, espedienti, pirati (vabbé questi ultimi si potevano dedurre dal titolo).

La storia e il ritmo della prosa lo rendono meno infantile rispetto al primo libro e quindi godibilissimo anche dai bimbi un po’ cresciutelli (dai 20 ai 110 anni insomma).

Perciò non indugiate: se vi piace l’avventura e il fantasy correte a leggere questo libro e non esitate a regalarlo ai bambini che vi sono cari e che volete che imparino a sognare.

voto complessivo 9/10

Le avventure di Jim BottoneNon sono più un adolescente (lo confesso) e quindi questa lettura dei libri di Michael Ende appare senz’altro fuori dal tempo. Questo “Le avventure di Jim Bottone”, in particolare, è decisamente un libro per bambini. A differenza del più maturo “La storia infinita”, le avventure e il ritmo sono più semplici, più adatte alla fantasia di un lettore non smaliziato quale può essere un bambino.

Eppure…

La storia è appassionante, va detto. La struttura a mini capitoli la rende ideale per una lettura al letto, con il bimbo sotto le coperte e il genitore che legge un racconto (si fanno ancora queste cose?), anche perché le domande che il bambino farà sulla storia sono sicuramente tante (del tipo “ma esiste questa cosa? E questa può essere? Ma io sono stato adottato?” non so se mi spiego).

Quindi, se non lo avete letto da bambino e se non siete intenzionati ad intraprendere una lettura storiografica dell’opera omnia di Michael Ende, allora vi conviene aspettare di avere un bambino/una bambina, tra i 6 e i 12 anni, a cui poter leggere questa storia bella e appassionante.

Voto complessivo 8/10

Midnight in Paris

Pubblicato: 23 dicembre 2011 in 8/10, fantasia, film

il film è scritto e diretto da Woody Allen e, come la maggior parte dei film del caro vecchio Woody, o lo odi o lo ami.
Secondo me, tralasciando i primi 5 minuti del film, che sono un vero e proprio spot pubblicitario per la città di Parigi, con una sequenza di cartoline che nemmeno sul sito di Flickr del più sperduto turista potete trovare, con nomi di negozi e marchi in bella vista, si tratta di uno di quei film che finisci per amare.
Fa parte del filone “fantasioso”, in cui alcuni avvenimenti inverosimili, al limite della fantascienza (tipo La rosa purpurea del Cairo per intenderci) portano i protagonisti (e gli spettatori) ad interrogarsi sulla propria vita, su quello che cercano, su quello che realmente vogliono e vale la pena fare.
Anche lo spettatore viene catturato da questa atmosfera onirica e ti vien subito voglia di andare a Parigi.

voto complessivo 8/10