Archivio per giugno, 2012

game of thrones season 2In Italia questo sceneggiato è stato trasmesso in (quasi) contemporanea con l’America e devo dire che questo trattamento privilegiato se lo è ben meritato.

Le premesse della prima stagione sono state ben sviluppate, con una serie di trame parallele (immagino che molti tra gli attori principali non si siano mai effettivamente incontrati).

Forse il difetto di questo telefilm sta nel fatto che le trame si svolgono tutte abbastanza lentamente, episodio dopo episodio e dato che esistono tante sottotrame, spesso occorre aspettare due, tre o più puntate prima che si arrivi ad una sorta di conclusione (e per questo per amare questo sceneggiato ci vuole molta pazienza…). La lotta è ancora quella per il potere in stile “medioeval-strategico-polico-militare”, ma qualcosa, intravista già nel finale della prima stagione, fa capire che il lato fantasy sta per fare il suo prepotente ingresso nella serie.

La trama è molto avvincente, gli attori sono tutti bravi e in questa stagione le figure femminili risaltano molto di più, trascinando gli eventi secondo il loro volere.

Il problema grosso è “come faccio ora ad aspettare un intero anno prima di sapere come procedono gli eventi?”.

Voto complessivo 8/10

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Pubblicato: 1 giugno 2012 in 9/10, anni 80, film
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Gael Garcia BernalPresentato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, il film, realizzato da Pablo Lorrain e interpretato da Gael Garcia Bernal, racconta del Cile di Pinochet nel 1988. Non molti anni fa, dunque, eppure ne sapevo pochissimo, sicuramente per mia ignoranza. Confesso che dopo aver visto il film sono andato su santa Wikipedìa a controllare se fosse una storia vera o un’abile e sapiente invenzione. Il film sembra girato in VHS, o con un telefonino a bassa risoluzione, le atmosfere di quegli anni sono ricreate perfettamente, così come l’angoscia e la speranza di un popolo alle prese con il decennale regime di Pinochet.

Senza rivelare troppo della trama, dico solo che la televisione gioca un ruolo importante nella vicenda e quindi nel futuro stesso del Cile di quegli anni; una similitudine forse un po’ forzata, ma senz’altro appropriata, può essere fatta con il ruolo che la televisione ha avuto in altre elezioni politiche in altri paesi di cui conosciamo la storia molto meglio di quella del Cile (o per lo meno si suppone che se ne sappia di più). Può uno spot influenzare le masse? La risposta, banale, è sì.

Sicuramente il film arriverà in Italia, visto che ha vinto il premio Art Cinema Award 2012, e non fatevelo sfuggire!

Voto complessivo 9/10

The Killing stagione 1Killing in inglese vuol dire assassinio. Non si tratta quindi di uno spoiler se dico che queste serie ruota intorno ad un omicidio. Le reazioni, le indagini, le emozioni, le contraddizioni tra la speranza di giustizia e l’irreparabilità di una perdita incolmabile e insostenibile sono mescolate in maniera sapiente in questo telefilm americano, ispirato ad una serie danese dallo stesso nome.

L’atmosfera è ovviamente cupa ed è resa ancora più tenebrosa dall’ambientazione, un’adeguata Seattle, dove piove sempre o dove, quando l’acqua non cade dal cielo, il grigio delle nubi rende tutto ancora più scuro e angosciante.

La trama si svolge lentamente puntata dopo puntata a svelare vari tasselli misteriosi sia che riguardano l’indagine, sia relativi ai diversi protagonisti. La bravura degli attori (soprattutto le figure femminili) contribuisce a rendere ancora più bello questo telefilm, ma anche più stringi budella, se mi è consentito il termine.

Se vi piacciono i polizieschi atipici, dove non ci sono sparatorie, ma indagini e approfondimenti sulle personalità dei personaggi, se non avete paura delle atmosfere tristi e malinconiche, questo è il telefilm che fa per voi.

Confesso che ho voglia di vedere la serie originale danese, se riuscirò a trovarla vi farò sapere.

Voto complessivo 8/10