Archivio per agosto, 2011

di Francesco Pinto.

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

Il fulcro del romanzo è la costruzione dell’Autostrada del Sole. Può sembrare banale come spunto, ma l’autore lo rende quasi un’epopea, un’esaltazione del genio italico, una celebrazione di pochi visionari ingegneri e lavoratori che sfidano l’ottusità dei burocrati statali e costruiscono la più lunga autostrada d’Europa, con lo scopo utopistico di unire l’Italia con l’asfalto. Suona tutto un po’ esagerato? Sì, forse sì, anche se un’autostrada così lunga costruita in pochissimi anni resta per il nostro Paese un traguardo incredibile e ineguagliato.
I personaggi di fantasia aggiunti al racconto dei fatti storici aggiungono quel po’ di sentimento che renderebbe altrimenti il romanzo un unico elenco di statistiche di chilometri costruiti al giorno. Le storie sono forse un po’ troppo melodrammatiche, piene di dramma e di speranza, da veri anni cinquanta, gli anni in cui è ambientato in gran parte il romanzo.
In somma un buon libro, scorrevole che si legge tutto d’un fiato, senza diventare capolavoro.
voto complessivo 7/10

Ave Mary

Pubblicato: 24 agosto 2011 in 9/10, donna, genere, saggio

di Michela Murgia

Normalmente non leggo saggi, preferendo loro un romanzo o un racconto. Però mi incuriosiva l’argomento di questo saggio sulla figura femminile e su come la Chiesa cattolica abbia influenzato il modo in cui la donna viene vista e trattata al giorno d’oggi in Italia (soprattutto).
Il libro l’ho divorato in due giorni.
Il linguaggio è semplice, scorrevole e chiaro, senza mai essere banale.
La scrittrice parte sempre da un episodio concreto da cui prende spunto (infatti ella stessa lo definisce un libro di “esperienza, non di sentenza”), preannunciandolo con una frase tratta da una poesia, da una preghiera, da una canzone o anche da un film.
L’analisi è precisa e potrei definirla inoppugnabile e illustra come la Chiesa abbia contribuito sottilmente (ma nemmeno poi tanto) a formare nelle nostre coscienze l’idea della distinzione di genere, con l’inevitabile e sacra sottomissione della donna ancella, curatrice, consolatrice, nei confronti dell’uomo capo, autorità.
Leggetelo, anche solo per apprezzare la scrittura fluida e arguta dell’autrice e sono sicuro che qualcosa di quello che dice rimarrà anche in voi.

link su anobii

voto complessivo 9/10

In brightest day, in blackest night,
No evil shall escape my sight

recita l’inizio del giuramento della Lanterna Verde terrestre, tradotto in italiano con un buffo, ma efficace,

Nel giorno più splendente, nella notte più profonda
nessun malvagio sfugga alla mia ronda
 

Il film è fedele allo spirito del fumetto, ma nello stesso tempo lo reinventa, dando la possibilità di essere apprezzato anche a chi non ha mai letto un albo di lanterna verde (cosa non difficile, vista la non eccelsa storia editoriale italiana).
Il film forse pecca di bilanciamento nelle trame, perché sembra che ce ne siano troppe, anche se poi tutte riescono a concludersi in maniera compiuta e interessante. Strano come i due protagonisti, che dovrebbero essere cresciuti insieme e perciò della stessa età, dimostrino un’età molto differente (lei almeno 15 anni meno di lui), però è veramente un peccato veniale (l’unica cosa grave del film è l’orrenda mascherina del protagonista, giustamente presa in giro dai due protagonisti).

Pertanto se vi piacciono la fantascienza e i supereroi non perdete questo film e non state a cercare la versione 3D: il film è stato girato in 2D e processato in post-produzione. Le scene spaziali dei primi minuti sono strabilianti in 3D ma poi il film è piatto come un fumetto… appunto

voto complessivo 7/10

Esiste la possibilità di raccontare qualcosa di nuovo sul pianeta delle scimmie? In fondo si tratta del settimo film dedicato al tema. La risposta è: sì!
Il film racconta l’inizio di tutto, come tutto è cominciato, reinventandolo in chiave moderna (e quindi – indovinate un po’ – interviene la ricerca genetica!).
Gli effetti speciali sono eccezionali, mai dubitiamo di trovarci di fronte a delle vere scimmie, che, per la prima volta nella storia della saga scimmiesca, non sono state realizzate da degli attori truccati e mascherati.
In questo film James Franco è un po’ “gigione”, ma aggiunge quel tocco di sentimento alla storia che la rende persino credibile.

Insomma, sia che siate dei fan della saga, che troveranno un nuovo inizio, sia che non abbiate mai visto un film della serie (il film non è un sequel di qualcosa), andatelo a vedere e vedrete un bel film di fantascienza, in cui la stupidità umana è espressa in molte sfaccettature.

voto complessivo 8/10