The 100 (stagione 1)

Pubblicato: 18 giugno 2014 in Uncategorized

The-100-posterDiciamo che The 100 (pronunciato “The Hundred” a non “The One Hundred”) è una delle scoperte di questa stagione televisiva americana. Si tratta di un “teen drama”, una serie fantascientifica drammatica in cui i protagonisti sono un gruppo di giovani non ancora maggiorenni. Il leitmotiv del telefilm sembra essere la risposta alla domanda “può un gruppo di adolescenti salvare l’umanità?”. All’inizio la serie strizza un po’ troppo l’occhio al mondo adolescenziale e i personaggi non sono ben tarati in quanto parlano in maniera un po’ troppo adulta e sembrano ben più saggi dei loro genitori (il che spesso succede, nella realtà, ma in un telefilm appare innaturale). Poi la trama si evolve, si complica e i personaggi si trovano a lottare per la sopravvivenza in un mondo ostile, un po’ alla Lost, se vogliamo.

I protagonisti sono attori di tutti rispetto, sia i giovani protagonisti, sia gli adulti (tra di essi Ian Cusik, il Desmond di Lost) e gli adolescenti hanno il vantaggio di non avere il volto paralizzato dal botulino e quindi riescono anche ad avere anche delle espressioni.

La cosa che mi lascia perplesso è che la serie è tratta da un romanzo, una serie di romanzi in realtà, come va di moda di questi tempi, di cui però ne è stato scritto solo il primo. L’autore dei romanzi sarà così prolifico da mantenere la produzione di libri annuale? Oppure gli autori si sganceranno dai romanzi, sperando che riescano a mantenere la trama ad un certo livello? Già perché la serie è stata rinnovata per una seconda stagione.

Voto complessivo 8/10

Dopo le prime tre stagioni, la guerra dei Re sembra aver decretato un momentaneo vincitore e l’atmosfera generale  nei sette regni sembra di consolidamento: ogni personaggio cerca di aggiustare la propria posizione e di assestarsi al nuovo status quo. Ma l’ambizione può placarsi? Il desiderio di vendetta può mai essere appagato? Il trono di spade può cessare di suscitare brama di potere?

Questa quarta stagione si presenta più equilibrata delle precedenti con le trame portate avanti in maniera intelligente in modo da riempire in maniera adeguata le puntate, senza che si sfilaccino in quadri inconcludenti (come spesso è accaduto nelle prime tre). Non mancano i momenti di stupore, con una massiccia dose di colpi di scena completamente inaspettati e un’evoluzione psicologica dei personaggi adeguata.

Se non si son viste le stagioni precedenti è inutile guardarla, mentre un po’ di sano binge watching ci sta tutto.

Voto complessivo 8/10

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C’era una volta la terza stagione della serie televisiva Once Upon A Time (c’era una volta in Italia), che si è conclusa in maniera più che soddisfacente. Questa stagione, in realtà, è stata costituita da due archi narrativi separati, legati unicamente dalla conclusione del primo al termine della prima metà (il mid-season in America, in pratica prima delle vacanze di Natale). Entrambi sono stati più che dignitosi, con nuovi personaggi abbastanza inquietanti e uno sviluppo psicologico dei protagonisti tutto sommato coerente con quanto fatto fino ad ora.

Lasciamoci quindi trasportare sull’isola che non c’è e nel meraviglioso mondo di Oz, che non sono proprio quello che ci aspettavamo che fossero, proprio come accade per tutti i mondi e i personaggi dell’incantato mondo di Once Upon A time, e godiamoci i momenti di pura cattiveria del cattivo di turno.

Un consiglio: ogni puntata è stata studiata per terminare con un colpo di scena, un cliffhanger per lasciarti sospeso ad interrogarti come si evolverà la situazione. Il binge watching (= guardare tutte le puntate l’una appresso all’altra in un’unica giornata) può forse rovinare questo effetto.

Voto complessivo 7/10

 

Revenge (Stagione 3)

Pubblicato: 13 maggio 2014 in 7/10, dramma, telefilm

revenge3È terminata la terza stagione di Revenge, il telefilm che narra i tentativi di vendetta di Emily Thorne nei confronti di chi ha interferito pesantemente con la sua vita e quella di suo padre. Questa terza stagione è stata sicuramente migliore della seconda, confusa e contorta, ma non è esente da pecche. Ha avuto il pregio di essere divisa in due archi narrativi, separati dall’interruzione di mid-season (le vacanze di Natale), con un bel cliff-hanger tra le due, dando il modo agli sceneggiatori di concentrare le singole storie in meno puntate, senza stiracchiare la trama in 22 lunghi episodi. Alcuni personaggi non son stati ben delineati, avrebbero potuto essere sfruttati meglio, e nella parte centrale si fa un po’ di confusione a capire chi è che sta dietro a Emily. Però in sostanza è una buona serie, con la giusta dose di colpi di scena, da vedere però solo se si è vista l’ottima prima stagione e la scadente seconda (l’arco narrativo orizzontale è piuttosto intricato).

Certo se le attrici riuscissero ad alzare le sopracciglia sarebbe anche ben recitata.

Voto complessivo 7/10

 

SpoilsSi tratta di una miniserie che fa la parodia alle miniserie. Surreale, con una recitazione volutamente esagerata, con una trama improbabile senza molto senso logico, con scenari finti in maniera evidente, con manichini al posto di un paio di attori, riesce a prendere in giro gli sceneggiati americani degli anni passati, strappando un sorriso senza riuscire, però, ad essere esilarante.

Si tratta dunque di un interessante esperimento, soprattutto per quanto riguarda la prova dei bravissimi e famosissimi attori (Tobey McGuire e Tim Robbins tra gli altri), che spesso hanno delle battute lunghissime, dei sontuosi dialoghi che fanno apprezzare la loro abilità recitativa.

Insomma più che la storia, la serie intrattiene per la recitazione, più che uno scimmiottamento del genere si tratta forse di una messa in ridicolo della recitazione esagerata e fuori contesto, che, purtroppo, troviamo in molti sceneggiati italiani contemporanei.

Vale la pena di vedere questo esperimento, anche perché sono solo sei puntate di 30 minuti ciascuna, per passare tre ore con un sorriso sulle labbra, apprezzando anche la scenografia studiatissima.

Voto complessivo 7/10

Immagine  —  Pubblicato: 6 maggio 2014 in 7/10, anni 80, commedia, grottesco
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copertina di Marina BellezzaI protagonisti di questo romanzo sono disegnati con una tale completezza, che per tutto il libro dubiti che si tratti di personaggi inventati e pensi che l’autrice ci stia parlando di persone reali, di amici che ha effettivamente conosciuto e di cui ce ne illustra i pensieri, le emozioni e le azioni.

Seguiamo le loro vicende, partecipando empaticamente alle loro gioie, alle loro frustrazioni, ai loro desideri di rivalsa, alle loro azioni che, per quanto possano essere foriere di sofferenza, non riusciamo a definire sbagliate, perché sono la naturale conseguenza di come la persona che le compie è realmente fatta.

Il tutto si svolge in diverse parti d’Italia (in special modo nel Biellese) in un clima precario, nel quale sai che tutto è difficile e quindi, quando sta succedendo qualcosa di bello o piacevole, preferisci chiudere per cinque minuti il libro per assaporarne la dolcezza e rimandare l’aspro sapore della caduta.

Sarebbe dunque facile dire che “Marina Bellezza”, secondo libro (dopo il bellissimo “Acciaio”) di Silvia Avallone, è un ottimo romanzo, con le sue storie coinvolgenti, gli amori combattuti, le vite tormentate. Sarebbe facile. Però quando uno scrittore riesce a descrivere così efficacemente con le emozioni un periodo storico, quando attraverso la vita di due persone, rappresenta le difficoltà universali dell’amore e dei rapporti tra le persone, quando anticipa gli avvenimenti, ebbene allora è lecito parlare di ottima letteratura.

Voto complessivo 10/10

AMC’s The Killing (stagione 3)

Pubblicato: 12 settembre 2013 in Uncategorized
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Dopo le prime due stagioni, sconvolgenti dal punto di vista emotivo, torna per una terza stagione The Killing della AMC. Seattle è ancora lo scenario di delitti, la cui narrazione ti prende allo stomaco e ti lascia con un forte senso di ansia e disagio. Sebbene la città in questa terza stagione non appaia costantemente flagellata dalle piogge, anzi a volte è anche piena di sole, la speranza sembra pian piano abbandonare tutto e tutti, in uno schema che potremmo definire “e vissero tutti infelici e scontenti”.

Va detto che la stagione non è all’altezza delle prime due, con evidenti cali di tensione nella parte centrale, racchiusa però da un inizio stravolgente ed estraniante (di cui avevamo già parlato in questo blog) e da un finale che ti lascia con la bocca aperta mentre scorrono i titoli di coda, a metà tra lo stupito e lo sconvolto.

Indubbiamente, senza la bravura dei protagonisti questo telefilm sarebbe stato solo un crudo poliziesco invece della tempesta emotiva che è per cui ve lo consiglio, cercate però di essere pazienti nelle puntate centrali in cui la trama rallenta un po’.

Ah, e potete guardare questa terza stagione anche se non avete visto le prime due.

Voto complessivo 8/10