Archivio per la categoria ‘film’

La grande bellezza di Paolo Sorrentino

Pubblicato: 7 giugno 2013 in 9/10, film
Fotogramma dal film

Toni Servillo in un fotogramma del film; sullo sfondo l’acquedotto Felice a Roma

Impossibile pensare di ambientare questo film in una città diversa da Roma.

La città più bella del mondo, ma anche la più caotica e la più indolente, la più suasiva e la più sfuggente, la più mondana e la più isolante e estraniante, che può irretire con i suoi tramonti, con i suoi profumi, con le sue feste sboccate e i suoi party ingessati, dove una spogliarellista può trovarsi a fianco di un Cardinale, senza che nessuno dei due lo trovi strano.

Che meraviglia questo film, un viaggio nella decadenza e nell’apparenza, dove è meglio non dire esattamente quello che si pensa, perché potrebbe essere terribile e conviene vivere una vita di eccessi alternati a momenti di intima contemplazione delle antiche bellezze di questa città, che possono calmarti e darti pace: per non ridurti in macerie puoi contemplare dei ruderi.

Solo qualcuno al dal di fuori delle nostre vite può ricordare dove può essere la vera grande bellezza.

Una parola sul grande cast, attori (e non) italiani (e non) all’apice della loro bravura! Sorprendenti!

voto complessivo 9/10

Django Unchained

Pubblicato: 11 febbraio 2013 in 6/10, azione, cinema, dramma, film, western
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django unchained

Però, che particolare questo film preparatorio per Kill Bill. Tarantino deve averlo girato molti anni prima di Kill Bill, deve averlo tenuto nel cassetto e fatto uscire adesso per far capire quale è stata la genesi del suo capolavoro.

Come dite?

Non lo ha girato prima?

È il suo ultimo film, appena uscito?

Ma, ma, ma…

Ma il tema è lo stesso (la vendetta, che poi è il tema principale di quasi tutti i suoi film)! solo che ha molte meno idee, il pulp è veramente ridicolo, è inutilmente lungo, manca della raffinatezza di Kill Bill, della profondità psicologica dei personaggi! Sembra un omaggio a Tarantino fatto da un regista che ha trasportato le tematiche care al buon Quentin (appunto la vendetta, il pulp, le frasi taglienti, l’onore, l’ironia) in un’ambientazione Western accidiosa e indolente (ci troviamo poco prima della Guerra Civile, se non vado errato).

In pratica è un film che non ci dice nulla che Tarantino non ci abbia già detto, in più in un contesto, quello western, che ispira più alla contemplazione di lande desolate, che all’azione.

Nota positiva è la recitazione di Christoph Waltz e di Leonardo Di Caprio, due mostri di bravura, anche e soprattutto se confrontati alla performance di Jamie ho-sempre-la-stessa-faccia Foxx (il protagonista).

Insomma, un film di Tarantino va comunque visto, pur essendo preparati a non vedere un capolavoro o un film innovativo o delle idee nuove e brillanti: insomma è come mangiare un buon brodo di dado dopo averne mangiato uno di carne cucinato come ricetta recita.

Voto complessivo 6/10

Looper

Pubblicato: 5 febbraio 2013 in 7/10, dramma, fantascienza, film
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I via20130205-081307.jpgggi nel tempo. Uno dei temi più cari agli autori di fantascienza. Ma è ancora possibile scrivere qualcosa di originale che al suo interno parli di un viaggio nel tempo? Forse no, ma quello che è possibile fare è parlare dell’aspetto emozionale di un viaggio nel tempo: riusciamo a convivere con le azioni che abbiamo commesso nel passato? Le rifaremmo uguali? Fino a che punto ci spingeremmo per cambiare il futuro (che per noi è passato)?
Questo film ci prova e ci riesce brillantemente, pur con qualche passaggio un po’ verboso, grazie anche a un Bruce Willis un po’ imbolsito ma azzeccatissimo e a un bimbo di cui sentiremo parlare ancora.
Un film che va visto, anzi che andrà visto o che è stato visto (mi confondo sempre con i tempi verbali quando si parla di viaggio nel tempo), senza aspettarsi un capolavoro.

Voto complessivo 7/10

 

Amour di Michael Haneke

Pubblicato: 19 novembre 2012 in 8/10, cinema, dramma, film
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Nel rito religioso ci si promette di amarsi “amour di Hanekein salute e in malattia”. In quello civile ci si obbliga all’assistenza morale e materiale.

Ma effettivamente che cosa significa tutto ciò? Haneke prova a spiegarcelo a modo suo.

Una serie di quadri cinematografici, a camera fissa, provano a rispondere a questa domanda, illustrando il quotidiano di un’anziana coppia di coniugi, nella buona e nella cattiva sorte.

Lo sguardo del regista è asettico, quasi come se voglia lasciar parlare gli occhi, le parole e i gesti degli attori, due (anzi tre) mostri di bravura, che definiscono che cosa voglia dire “recitare”.

Da vedere, ricordando che il film è essenzialmente francese e che con Haneke non si può mai stare tranquilli.

Voto complessivo 8/10

No

Pubblicato: 1 giugno 2012 in 9/10, anni 80, film
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Gael Garcia BernalPresentato alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes, il film, realizzato da Pablo Lorrain e interpretato da Gael Garcia Bernal, racconta del Cile di Pinochet nel 1988. Non molti anni fa, dunque, eppure ne sapevo pochissimo, sicuramente per mia ignoranza. Confesso che dopo aver visto il film sono andato su santa Wikipedìa a controllare se fosse una storia vera o un’abile e sapiente invenzione. Il film sembra girato in VHS, o con un telefonino a bassa risoluzione, le atmosfere di quegli anni sono ricreate perfettamente, così come l’angoscia e la speranza di un popolo alle prese con il decennale regime di Pinochet.

Senza rivelare troppo della trama, dico solo che la televisione gioca un ruolo importante nella vicenda e quindi nel futuro stesso del Cile di quegli anni; una similitudine forse un po’ forzata, ma senz’altro appropriata, può essere fatta con il ruolo che la televisione ha avuto in altre elezioni politiche in altri paesi di cui conosciamo la storia molto meglio di quella del Cile (o per lo meno si suppone che se ne sappia di più). Può uno spot influenzare le masse? La risposta, banale, è sì.

Sicuramente il film arriverà in Italia, visto che ha vinto il premio Art Cinema Award 2012, e non fatevelo sfuggire!

Voto complessivo 9/10

HungerIl film è stato premiato a Cannes con la Camera d’oro nel 2008 e arriva da noi in Italia un po’ in ritardo, forse sulla scia del successo dell’altro film di Stece McQueen in cui il protagonista è sempre Michael Fassbender (sto parlando di Shame).

Forse il film arriva da noi un po’ in ritardo perché narra di un tema poco familiare a noi Italiani (i tumulti nell’Irlanda del nord degli anni 80 e le relative proteste dei prigionieri nei confronti del governo di Margaret Thatcher) e, soprattutto, per l’estrema crudezza con cui il film tratta l’argomento.

Estrema. Forse un po’ troppo.

Alcune scelte registiche le ho trovate veramente notevoli, come le scene inziali con il poliziotto in bagno o mentre fuma, il cui senso si svela a mano a mano che il film procede; oppure il punto centrale del film, un lungo colloquio a camera fissa che divide in due parti il film e ne rivela il significato profondo.

Forse, senza questi particolari avrei classificato il film come inutilmente ed eccessivamente crudo, mentre grazie ad essi riesco a darne un giudizio abbastanza positivo, nonostante la profonda sensazione di disturbo che ho provato.

Una cosa va detta: senza il dialogo centrale il film sarebbe stato solo un documentario sul corpo umano e sulle sue degenerazioni.

voto complessivo 7/10 (solo per stomaci molto forti…)

ImageIl film più atteso dedicato ai supereroi Marvel è finalmente arrivato nelle sale italiane. Annunciato dagli innumerevoli Easter Eggs presenti in alcuni dei precedenti film, non delude gli appassionati e nemmeno i non appassionati.

Grandi effetti speciali, battute ironiche e divertenti, epiche scene di battaglia e di distruzione, approfondimenti psicologici e personaggi dalla personalità ben delineata rendono il film godibile anche ai non esperti del genere, anche se la trama presuppone un po’ di conoscenze pregresse (degli altri film, non dei fumetti).

Non vogliamo sottolineare la fedeltà alla storia dei fumetti, dato che non è questo a cui aspirano i film ispirati al mondo dei comics, ma vogliamo sottolineare la fedeltà allo spirito dei vari personaggi così come sono stati delineati nei vari film. Capitan America è l’ispiratore, la guida, il super soldato che è super per il coraggio non per la forza; Iron Man è lo scanzonato miliardario, la cui battuta fulminante serve a spezzare la tensione e a non cadere in preda al panico davanti a forze estremamente più grandi e soverchianti; Thor è l’impersonificazione dell’onore a tutti i costi, il dio che deve emendare le colpe dei propri simili. E così via.

Complimenti quindi agli sceneggiatori che hanno saputo costruire un mondo alternativo a quello dei fumetti, ma coerente al suo interno, nei limiti del possibile, rispettando, se non altro nello spirito, quello che è l’obbligo assoluto dei fumetti Marvel: la coerenza interna, la continuity.

E quindi andate a vedere questo film che non vi deluderà, ricordando che HULK SPACCA!

Voto complessivo 8/10