Archivio per la categoria ‘8/10’

Dopo le prime tre stagioni, la guerra dei Re sembra aver decretato un momentaneo vincitore e l’atmosfera generale  nei sette regni sembra di consolidamento: ogni personaggio cerca di aggiustare la propria posizione e di assestarsi al nuovo status quo. Ma l’ambizione può placarsi? Il desiderio di vendetta può mai essere appagato? Il trono di spade può cessare di suscitare brama di potere?

Questa quarta stagione si presenta più equilibrata delle precedenti con le trame portate avanti in maniera intelligente in modo da riempire in maniera adeguata le puntate, senza che si sfilaccino in quadri inconcludenti (come spesso è accaduto nelle prime tre). Non mancano i momenti di stupore, con una massiccia dose di colpi di scena completamente inaspettati e un’evoluzione psicologica dei personaggi adeguata.

Se non si son viste le stagioni precedenti è inutile guardarla, mentre un po’ di sano binge watching ci sta tutto.

Voto complessivo 8/10

Mireille Enos in una scenaLa terza stagione della serie è appena cominciata, mentre ci fanno notare che la recensione della seconda non è ancora apparsa su questo blog.
Che dire, la seconda stagione integra e conclude le vicende della prima, cambiandone di poco l’atmosfera, sia dal punto di vista meteorologico (a Seattle piove sempre, anche se i protagonisti sembrano non accorgersene) sia dal punto di vista della narrazione: politica che entra nel quotidiano, il dovere di scoprire la verità a tutti i costi, l’ineluttabilità della tragedia.
Grandi attori guidano lo spettatore attraverso i molti colpi di scena presenti nelle indagini della seconda stagione, fino alla grande rivelazione finale.

Proprio quando sembra che possiamo tirare un sospiro di sollievo perché la stagione si è conclusa e non dobbiamo più angosciarci per il dramma che ogni personaggio sullo schermo vive (ce ne fosse uno tranquillo in questo telefilm!), ecco che siamo pronti per la terza stagione, la cui prima puntata (un doppio episodio da pelle d’oca) ci fa capire che non abbiamo proprio motivo per stare tranquilli.

Prepariamoci dunque a vivere un’altra stagione insieme alle vicende di Sarah Linden (interpretata da Mireille Enos) e di Sthephan Holder (Joel Kinnaman).
E teniamo un antiacido per lo stomaco a portata di mano.
Voto complessivo 8/10

Revenge

Pubblicato: 20 dicembre 2012 in 6/10, 8/10, dramma, recensione, telefilm
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revenge

Immaginate di essere una dolce bambina che vive con il papà e a cui viene fatto un torto gravissimo che vi getta nella più profonda disperazione. Fatto? Una volta diventata grande e ottenuti i mezzi necessari non vorreste farla pagare a chi quel torto lo ha causato?

Beh, non so voi, ma la protagonista di questo telefilm americano (che è Emily Van Camp, che ha recitato anche in Brothers and Sisters) ci prova.

Vagamente e molto liberamente ispirato alla storia del Conte di Montecristo di Dumas, questo serial, il cui titolo dice già tutto, parla di vendetta. Di vendetta che va consumata fredda, studiata e ponderata.

Ma vendicarsi vuol spesso dire scendere allo stesso livello di chi ha la colpa originaria, cercando di ripagarlo con la stessa moneta e spesso la protagonista si troverà a fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni: sarà pronta ad andare fino in fondo?

La prima stagione è molto bella e perfidia e colpi di scena sono sapientemente mescolati. A metà strada la trama sembra un po’ sfilacciarsi, quasi come se gli sceneggiatori, sorpresi dall’enorme successo dello sceneggiato, per prolungarne la durata, abbiano dovuto allungare la storia, inventando particolari un po’ slegati dal resto delle vicende. Verso la conclusione della prima stagione la trama si riprende e si conclude magistralmente.

Nella seconda stagione, giunta ormai al termine della mid-season, gli autori sembra che vogliano strafare e ad ogni puntata succede tutto e il contrario di tutto, e non sai più chi sia il buono, chi sia il cattivo, chi sia il buono che si finge cattivo o il cattivo che si finge buono che si finge cattivo. Insomma: si fa confusa.

Speriamo che al riprendere della stagione la rotta venga ritrovata per regalarci un grande vendicativo finale.

Voto prima stagione 8/10

Voto seconda stagione (prima parte (6/10)

Amour di Michael Haneke

Pubblicato: 19 novembre 2012 in 8/10, cinema, dramma, film
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Nel rito religioso ci si promette di amarsi “amour di Hanekein salute e in malattia”. In quello civile ci si obbliga all’assistenza morale e materiale.

Ma effettivamente che cosa significa tutto ciò? Haneke prova a spiegarcelo a modo suo.

Una serie di quadri cinematografici, a camera fissa, provano a rispondere a questa domanda, illustrando il quotidiano di un’anziana coppia di coniugi, nella buona e nella cattiva sorte.

Lo sguardo del regista è asettico, quasi come se voglia lasciar parlare gli occhi, le parole e i gesti degli attori, due (anzi tre) mostri di bravura, che definiscono che cosa voglia dire “recitare”.

Da vedere, ricordando che il film è essenzialmente francese e che con Haneke non si può mai stare tranquilli.

Voto complessivo 8/10

game of thrones season 2In Italia questo sceneggiato è stato trasmesso in (quasi) contemporanea con l’America e devo dire che questo trattamento privilegiato se lo è ben meritato.

Le premesse della prima stagione sono state ben sviluppate, con una serie di trame parallele (immagino che molti tra gli attori principali non si siano mai effettivamente incontrati).

Forse il difetto di questo telefilm sta nel fatto che le trame si svolgono tutte abbastanza lentamente, episodio dopo episodio e dato che esistono tante sottotrame, spesso occorre aspettare due, tre o più puntate prima che si arrivi ad una sorta di conclusione (e per questo per amare questo sceneggiato ci vuole molta pazienza…). La lotta è ancora quella per il potere in stile “medioeval-strategico-polico-militare”, ma qualcosa, intravista già nel finale della prima stagione, fa capire che il lato fantasy sta per fare il suo prepotente ingresso nella serie.

La trama è molto avvincente, gli attori sono tutti bravi e in questa stagione le figure femminili risaltano molto di più, trascinando gli eventi secondo il loro volere.

Il problema grosso è “come faccio ora ad aspettare un intero anno prima di sapere come procedono gli eventi?”.

Voto complessivo 8/10

The Killing stagione 1Killing in inglese vuol dire assassinio. Non si tratta quindi di uno spoiler se dico che queste serie ruota intorno ad un omicidio. Le reazioni, le indagini, le emozioni, le contraddizioni tra la speranza di giustizia e l’irreparabilità di una perdita incolmabile e insostenibile sono mescolate in maniera sapiente in questo telefilm americano, ispirato ad una serie danese dallo stesso nome.

L’atmosfera è ovviamente cupa ed è resa ancora più tenebrosa dall’ambientazione, un’adeguata Seattle, dove piove sempre o dove, quando l’acqua non cade dal cielo, il grigio delle nubi rende tutto ancora più scuro e angosciante.

La trama si svolge lentamente puntata dopo puntata a svelare vari tasselli misteriosi sia che riguardano l’indagine, sia relativi ai diversi protagonisti. La bravura degli attori (soprattutto le figure femminili) contribuisce a rendere ancora più bello questo telefilm, ma anche più stringi budella, se mi è consentito il termine.

Se vi piacciono i polizieschi atipici, dove non ci sono sparatorie, ma indagini e approfondimenti sulle personalità dei personaggi, se non avete paura delle atmosfere tristi e malinconiche, questo è il telefilm che fa per voi.

Confesso che ho voglia di vedere la serie originale danese, se riuscirò a trovarla vi farò sapere.

Voto complessivo 8/10

ImageIl film più atteso dedicato ai supereroi Marvel è finalmente arrivato nelle sale italiane. Annunciato dagli innumerevoli Easter Eggs presenti in alcuni dei precedenti film, non delude gli appassionati e nemmeno i non appassionati.

Grandi effetti speciali, battute ironiche e divertenti, epiche scene di battaglia e di distruzione, approfondimenti psicologici e personaggi dalla personalità ben delineata rendono il film godibile anche ai non esperti del genere, anche se la trama presuppone un po’ di conoscenze pregresse (degli altri film, non dei fumetti).

Non vogliamo sottolineare la fedeltà alla storia dei fumetti, dato che non è questo a cui aspirano i film ispirati al mondo dei comics, ma vogliamo sottolineare la fedeltà allo spirito dei vari personaggi così come sono stati delineati nei vari film. Capitan America è l’ispiratore, la guida, il super soldato che è super per il coraggio non per la forza; Iron Man è lo scanzonato miliardario, la cui battuta fulminante serve a spezzare la tensione e a non cadere in preda al panico davanti a forze estremamente più grandi e soverchianti; Thor è l’impersonificazione dell’onore a tutti i costi, il dio che deve emendare le colpe dei propri simili. E così via.

Complimenti quindi agli sceneggiatori che hanno saputo costruire un mondo alternativo a quello dei fumetti, ma coerente al suo interno, nei limiti del possibile, rispettando, se non altro nello spirito, quello che è l’obbligo assoluto dei fumetti Marvel: la coerenza interna, la continuity.

E quindi andate a vedere questo film che non vi deluderà, ricordando che HULK SPACCA!

Voto complessivo 8/10