Archivio per la categoria ‘dramma’

Dopo le prime tre stagioni, la guerra dei Re sembra aver decretato un momentaneo vincitore e l’atmosfera generale  nei sette regni sembra di consolidamento: ogni personaggio cerca di aggiustare la propria posizione e di assestarsi al nuovo status quo. Ma l’ambizione può placarsi? Il desiderio di vendetta può mai essere appagato? Il trono di spade può cessare di suscitare brama di potere?

Questa quarta stagione si presenta più equilibrata delle precedenti con le trame portate avanti in maniera intelligente in modo da riempire in maniera adeguata le puntate, senza che si sfilaccino in quadri inconcludenti (come spesso è accaduto nelle prime tre). Non mancano i momenti di stupore, con una massiccia dose di colpi di scena completamente inaspettati e un’evoluzione psicologica dei personaggi adeguata.

Se non si son viste le stagioni precedenti è inutile guardarla, mentre un po’ di sano binge watching ci sta tutto.

Voto complessivo 8/10

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C’era una volta la terza stagione della serie televisiva Once Upon A Time (c’era una volta in Italia), che si è conclusa in maniera più che soddisfacente. Questa stagione, in realtà, è stata costituita da due archi narrativi separati, legati unicamente dalla conclusione del primo al termine della prima metà (il mid-season in America, in pratica prima delle vacanze di Natale). Entrambi sono stati più che dignitosi, con nuovi personaggi abbastanza inquietanti e uno sviluppo psicologico dei protagonisti tutto sommato coerente con quanto fatto fino ad ora.

Lasciamoci quindi trasportare sull’isola che non c’è e nel meraviglioso mondo di Oz, che non sono proprio quello che ci aspettavamo che fossero, proprio come accade per tutti i mondi e i personaggi dell’incantato mondo di Once Upon A time, e godiamoci i momenti di pura cattiveria del cattivo di turno.

Un consiglio: ogni puntata è stata studiata per terminare con un colpo di scena, un cliffhanger per lasciarti sospeso ad interrogarti come si evolverà la situazione. Il binge watching (= guardare tutte le puntate l’una appresso all’altra in un’unica giornata) può forse rovinare questo effetto.

Voto complessivo 7/10

 

Revenge (Stagione 3)

Pubblicato: 13 maggio 2014 in 7/10, dramma, telefilm

revenge3È terminata la terza stagione di Revenge, il telefilm che narra i tentativi di vendetta di Emily Thorne nei confronti di chi ha interferito pesantemente con la sua vita e quella di suo padre. Questa terza stagione è stata sicuramente migliore della seconda, confusa e contorta, ma non è esente da pecche. Ha avuto il pregio di essere divisa in due archi narrativi, separati dall’interruzione di mid-season (le vacanze di Natale), con un bel cliff-hanger tra le due, dando il modo agli sceneggiatori di concentrare le singole storie in meno puntate, senza stiracchiare la trama in 22 lunghi episodi. Alcuni personaggi non son stati ben delineati, avrebbero potuto essere sfruttati meglio, e nella parte centrale si fa un po’ di confusione a capire chi è che sta dietro a Emily. Però in sostanza è una buona serie, con la giusta dose di colpi di scena, da vedere però solo se si è vista l’ottima prima stagione e la scadente seconda (l’arco narrativo orizzontale è piuttosto intricato).

Certo se le attrici riuscissero ad alzare le sopracciglia sarebbe anche ben recitata.

Voto complessivo 7/10

ImageSi è conclusa la terza stagione del Trono di Spade e la serie ha confermato quanto già ammirato e/o odiato nelle prime due.

Grandi personaggi, trame avvincenti, misteri imperscrutabili, giochi di potere (o di troni), il tutto in tante storie separate che avanzano in parallelo. Anche se… qualcosa inizia (molto lentamente) a convergere e qualche personaggio, fino ad ora separato dagli altri, arriva perfino ad intrecciare la propria storia con quella di altri.

Grandi colpi di scena sono però leggermente annacquati in questo flusso di storie frammentarie e continue, che fanno sì che molte puntate sembrano quasi un interludio prima del climax dell’episodio successivo (che non è detto che non sia un’altra puntata interlocutoria).

Insomma, è un’ottima serie, con il suo velo ambiguo che separa bene e male, lucidità e follia, potere e onore, famiglia e gloria personale. Però ho il vago sospetto che nei libri, non costretti a comprimere le vicende in un’ora di trasmissione, tutto ciò renda meglio.

Voto complessivo 7/10

Django Unchained

Pubblicato: 11 febbraio 2013 in 6/10, azione, cinema, dramma, film, western
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django unchained

Però, che particolare questo film preparatorio per Kill Bill. Tarantino deve averlo girato molti anni prima di Kill Bill, deve averlo tenuto nel cassetto e fatto uscire adesso per far capire quale è stata la genesi del suo capolavoro.

Come dite?

Non lo ha girato prima?

È il suo ultimo film, appena uscito?

Ma, ma, ma…

Ma il tema è lo stesso (la vendetta, che poi è il tema principale di quasi tutti i suoi film)! solo che ha molte meno idee, il pulp è veramente ridicolo, è inutilmente lungo, manca della raffinatezza di Kill Bill, della profondità psicologica dei personaggi! Sembra un omaggio a Tarantino fatto da un regista che ha trasportato le tematiche care al buon Quentin (appunto la vendetta, il pulp, le frasi taglienti, l’onore, l’ironia) in un’ambientazione Western accidiosa e indolente (ci troviamo poco prima della Guerra Civile, se non vado errato).

In pratica è un film che non ci dice nulla che Tarantino non ci abbia già detto, in più in un contesto, quello western, che ispira più alla contemplazione di lande desolate, che all’azione.

Nota positiva è la recitazione di Christoph Waltz e di Leonardo Di Caprio, due mostri di bravura, anche e soprattutto se confrontati alla performance di Jamie ho-sempre-la-stessa-faccia Foxx (il protagonista).

Insomma, un film di Tarantino va comunque visto, pur essendo preparati a non vedere un capolavoro o un film innovativo o delle idee nuove e brillanti: insomma è come mangiare un buon brodo di dado dopo averne mangiato uno di carne cucinato come ricetta recita.

Voto complessivo 6/10

downton abbey il castValanghe di premi hanno investito questo telefilm e ora, dopo averne visto tre stagioni e i due speciali natalizi posso dire che l’ho trovato abbastanza noioso.

Per carità, la ricostruzione storica sarà pure accurata (si svolge all’inizio del 900, nello Yorkshire), la recitazione degli attori sarà impeccabile, la lingua sarà ricercata (ci sono alcuni errori storici ben perdonabili) e alcune battute veramente raffinate, si piange e si ride, ma tutto ciò non basta.

La trama è stiracchiata, incentrata sull’interazione tra aristocrazia e servitù (o tra membri della stessa classe sociale) con problematiche tipiche di questo mondo, che però risultano veramente poco interessanti nella serialità: possono andare bene in un film (vi dice niente quel capolavoro di film intitolato Quel che resta del giorno? Ecco non c’entra nulla con questo telefilm) o in un libro (con tema simile vi consiglio Snob, sempre di Julian Fellows, il creatore di Downton Abbey), in cui le vicende sono legate in una trama unitaria e limitata nel tempo.

In questo telefilm le sottotrame spesso si trascinano per puntate e puntate per poi risolversi all’improvviso magari con una lettera o con un’alzata di sopracciglia oppure in alcune puntate sembra che non succeda nulla (Wow, hanno comprato una casa!).

Forse il problema è legato al gran numero di personaggi, ognuno dei quali merita attenzione e quindi gli autori, cercando di mescolarne le storie, son costretti a dare ad ognuno brevi flash, dimenticando a volte che stanno girando un telefilm.

L’unica nota di eccellenza, per la quale vale veramente la pena di seguire questo drama, è data da Maggie Smith, con il suo inglese e il suo atteggiamento così posh, così snob, così aristocratico, ma tanto esilarante, abbinato ad una elevata saggezza derivata dall’età e dalla consapevolezza di essere effettivamente superiore, senza il bisogno di dimostralo.

Ovviamente è da seguire rigorosamente in inglese.

Voto complessivo 6/10

Looper

Pubblicato: 5 febbraio 2013 in 7/10, dramma, fantascienza, film
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I via20130205-081307.jpgggi nel tempo. Uno dei temi più cari agli autori di fantascienza. Ma è ancora possibile scrivere qualcosa di originale che al suo interno parli di un viaggio nel tempo? Forse no, ma quello che è possibile fare è parlare dell’aspetto emozionale di un viaggio nel tempo: riusciamo a convivere con le azioni che abbiamo commesso nel passato? Le rifaremmo uguali? Fino a che punto ci spingeremmo per cambiare il futuro (che per noi è passato)?
Questo film ci prova e ci riesce brillantemente, pur con qualche passaggio un po’ verboso, grazie anche a un Bruce Willis un po’ imbolsito ma azzeccatissimo e a un bimbo di cui sentiremo parlare ancora.
Un film che va visto, anzi che andrà visto o che è stato visto (mi confondo sempre con i tempi verbali quando si parla di viaggio nel tempo), senza aspettarsi un capolavoro.

Voto complessivo 7/10