Archivio per maggio, 2012

HungerIl film è stato premiato a Cannes con la Camera d’oro nel 2008 e arriva da noi in Italia un po’ in ritardo, forse sulla scia del successo dell’altro film di Stece McQueen in cui il protagonista è sempre Michael Fassbender (sto parlando di Shame).

Forse il film arriva da noi un po’ in ritardo perché narra di un tema poco familiare a noi Italiani (i tumulti nell’Irlanda del nord degli anni 80 e le relative proteste dei prigionieri nei confronti del governo di Margaret Thatcher) e, soprattutto, per l’estrema crudezza con cui il film tratta l’argomento.

Estrema. Forse un po’ troppo.

Alcune scelte registiche le ho trovate veramente notevoli, come le scene inziali con il poliziotto in bagno o mentre fuma, il cui senso si svela a mano a mano che il film procede; oppure il punto centrale del film, un lungo colloquio a camera fissa che divide in due parti il film e ne rivela il significato profondo.

Forse, senza questi particolari avrei classificato il film come inutilmente ed eccessivamente crudo, mentre grazie ad essi riesco a darne un giudizio abbastanza positivo, nonostante la profonda sensazione di disturbo che ho provato.

Una cosa va detta: senza il dialogo centrale il film sarebbe stato solo un documentario sul corpo umano e sulle sue degenerazioni.

voto complessivo 7/10 (solo per stomaci molto forti…)

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ImageParliamo della serie televisiva Game of Thrones, prodotta dalla HBO e trasmessa in Italia da Sky (tra pochi giorni inizia la seconda stagione anche in Italia), ispirata ad una serie di romanzi… che però non abbiamo letto.

Già la sigla iniziale del telefilm ci fornisce due importanti indicazioni:

1) la serie è complicata;

2) la serie è bellissima.

I primi tre minuti sono sconvolgenti, ma forse un po’ fuorvianti perché ci fanno immaginare un mondo alla “Signore degli Anelli” anche se poi ci si ritrova immersi più in un favoloso medioevo.

Nei primi dieci minuti appaiono un sacco di personaggi, di cui riusciamo a capire la personalità dalle poche parole che si scambiano. Anche nello svolgersi della storia, poche frasi o addirittura un semplice soprannome, ci svelano efficacemente antefatti e caratteri che in altri sceneggiati richiederebbero intere stagioni per rivelarsi.

L’unico punto debole della storia potrebbe essere costituito dal fatto che i personaggi sono un po’ tagliati con l’accetta (alcuni in senso letterale), costituendo di fatto delle caratterizzazioni: l’uomo d’onore, la mamma che si sacrifica per i figli, colui che segue il vessillo del vincitore eccetera. Ma, forse, in un mondo di soldati e di guerre, dove l’inverno può arrivare all’improvviso, è importante avere una personalità senza sfaccettature (e poi, in questo modo, per gli spettatori è più semplice capire da che parte stanno i vari personaggi).

Gran bel telefilm, da seguire se non siete troppo impressionabili e se amate le storie complesse (meno complicate di quello che potrebbe sembrare).

E ricordate “Winter is coming”

voto complessivo 9/10

ImageIl film più atteso dedicato ai supereroi Marvel è finalmente arrivato nelle sale italiane. Annunciato dagli innumerevoli Easter Eggs presenti in alcuni dei precedenti film, non delude gli appassionati e nemmeno i non appassionati.

Grandi effetti speciali, battute ironiche e divertenti, epiche scene di battaglia e di distruzione, approfondimenti psicologici e personaggi dalla personalità ben delineata rendono il film godibile anche ai non esperti del genere, anche se la trama presuppone un po’ di conoscenze pregresse (degli altri film, non dei fumetti).

Non vogliamo sottolineare la fedeltà alla storia dei fumetti, dato che non è questo a cui aspirano i film ispirati al mondo dei comics, ma vogliamo sottolineare la fedeltà allo spirito dei vari personaggi così come sono stati delineati nei vari film. Capitan America è l’ispiratore, la guida, il super soldato che è super per il coraggio non per la forza; Iron Man è lo scanzonato miliardario, la cui battuta fulminante serve a spezzare la tensione e a non cadere in preda al panico davanti a forze estremamente più grandi e soverchianti; Thor è l’impersonificazione dell’onore a tutti i costi, il dio che deve emendare le colpe dei propri simili. E così via.

Complimenti quindi agli sceneggiatori che hanno saputo costruire un mondo alternativo a quello dei fumetti, ma coerente al suo interno, nei limiti del possibile, rispettando, se non altro nello spirito, quello che è l’obbligo assoluto dei fumetti Marvel: la coerenza interna, la continuity.

E quindi andate a vedere questo film che non vi deluderà, ricordando che HULK SPACCA!

Voto complessivo 8/10

Quasi amici

Pubblicato: 2 maggio 2012 in 8/10, commedia, film
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Film francese uscito in Italia in sordina, ma che ha avuto subito un successo di pubblico straordinario, grazie al sempre sottovalutato merito del passaparola.

Il film è incentrato sullo strano rapporto che si instaura tra due mondi estremi: l’invalido ricco e l’esagitato povero di periferia; il rapporto nasce grazie alla volontà del primo, che probabilmente vede nel secondo (e all’inizio le vede solo lui) delle qualità di cui ha bisogno.

Il film è molto gradevole e riesce a strappare diverse risate, tuttavia non griderei al capolavoro. La regia  è un po’ lenta e con poco ritmo (anche per un film francese). La sceneggiatura non è perfetta, lasciando alcuni punti un po’ in sospeso. La musica sembra presa da un greatest hits di musica classica e da un altro di musica leggera, dimostrando poco coraggio e poca coerenza con quelli che dovrebbero essere i gusti musicali del protagonista ricco, per il quale avrei visto più adatto Berg che Mozart, e del protagonista povero, cui avrei fatto ascoltare un po’ di rap francese (sì, lo so, forse si rischiava di cadere nello stereotipo) invece dei Kool & the Gang.

A parte qualche sbavatura, però, il film va sicuramente visto per il modo forte e scanzonato con cui affronta una tematica delicata, senza morbosità, virando immediatamente sull’analisi del rapporto umano e dei sentimenti. Con qualche sboccatura sdrammarizzante.

Voto complessivo 8/10