Archivio per la categoria ‘avventura’

Dopo le prime tre stagioni, la guerra dei Re sembra aver decretato un momentaneo vincitore e l’atmosfera generale  nei sette regni sembra di consolidamento: ogni personaggio cerca di aggiustare la propria posizione e di assestarsi al nuovo status quo. Ma l’ambizione può placarsi? Il desiderio di vendetta può mai essere appagato? Il trono di spade può cessare di suscitare brama di potere?

Questa quarta stagione si presenta più equilibrata delle precedenti con le trame portate avanti in maniera intelligente in modo da riempire in maniera adeguata le puntate, senza che si sfilaccino in quadri inconcludenti (come spesso è accaduto nelle prime tre). Non mancano i momenti di stupore, con una massiccia dose di colpi di scena completamente inaspettati e un’evoluzione psicologica dei personaggi adeguata.

Se non si son viste le stagioni precedenti è inutile guardarla, mentre un po’ di sano binge watching ci sta tutto.

Voto complessivo 8/10

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C’era una volta la terza stagione della serie televisiva Once Upon A Time (c’era una volta in Italia), che si è conclusa in maniera più che soddisfacente. Questa stagione, in realtà, è stata costituita da due archi narrativi separati, legati unicamente dalla conclusione del primo al termine della prima metà (il mid-season in America, in pratica prima delle vacanze di Natale). Entrambi sono stati più che dignitosi, con nuovi personaggi abbastanza inquietanti e uno sviluppo psicologico dei protagonisti tutto sommato coerente con quanto fatto fino ad ora.

Lasciamoci quindi trasportare sull’isola che non c’è e nel meraviglioso mondo di Oz, che non sono proprio quello che ci aspettavamo che fossero, proprio come accade per tutti i mondi e i personaggi dell’incantato mondo di Once Upon A time, e godiamoci i momenti di pura cattiveria del cattivo di turno.

Un consiglio: ogni puntata è stata studiata per terminare con un colpo di scena, un cliffhanger per lasciarti sospeso ad interrogarti come si evolverà la situazione. Il binge watching (= guardare tutte le puntate l’una appresso all’altra in un’unica giornata) può forse rovinare questo effetto.

Voto complessivo 7/10

 

ImageSi è conclusa la terza stagione del Trono di Spade e la serie ha confermato quanto già ammirato e/o odiato nelle prime due.

Grandi personaggi, trame avvincenti, misteri imperscrutabili, giochi di potere (o di troni), il tutto in tante storie separate che avanzano in parallelo. Anche se… qualcosa inizia (molto lentamente) a convergere e qualche personaggio, fino ad ora separato dagli altri, arriva perfino ad intrecciare la propria storia con quella di altri.

Grandi colpi di scena sono però leggermente annacquati in questo flusso di storie frammentarie e continue, che fanno sì che molte puntate sembrano quasi un interludio prima del climax dell’episodio successivo (che non è detto che non sia un’altra puntata interlocutoria).

Insomma, è un’ottima serie, con il suo velo ambiguo che separa bene e male, lucidità e follia, potere e onore, famiglia e gloria personale. Però ho il vago sospetto che nei libri, non costretti a comprimere le vicende in un’ora di trasmissione, tutto ciò renda meglio.

Voto complessivo 7/10

game of thrones season 2In Italia questo sceneggiato è stato trasmesso in (quasi) contemporanea con l’America e devo dire che questo trattamento privilegiato se lo è ben meritato.

Le premesse della prima stagione sono state ben sviluppate, con una serie di trame parallele (immagino che molti tra gli attori principali non si siano mai effettivamente incontrati).

Forse il difetto di questo telefilm sta nel fatto che le trame si svolgono tutte abbastanza lentamente, episodio dopo episodio e dato che esistono tante sottotrame, spesso occorre aspettare due, tre o più puntate prima che si arrivi ad una sorta di conclusione (e per questo per amare questo sceneggiato ci vuole molta pazienza…). La lotta è ancora quella per il potere in stile “medioeval-strategico-polico-militare”, ma qualcosa, intravista già nel finale della prima stagione, fa capire che il lato fantasy sta per fare il suo prepotente ingresso nella serie.

La trama è molto avvincente, gli attori sono tutti bravi e in questa stagione le figure femminili risaltano molto di più, trascinando gli eventi secondo il loro volere.

Il problema grosso è “come faccio ora ad aspettare un intero anno prima di sapere come procedono gli eventi?”.

Voto complessivo 8/10

ImageParliamo della serie televisiva Game of Thrones, prodotta dalla HBO e trasmessa in Italia da Sky (tra pochi giorni inizia la seconda stagione anche in Italia), ispirata ad una serie di romanzi… che però non abbiamo letto.

Già la sigla iniziale del telefilm ci fornisce due importanti indicazioni:

1) la serie è complicata;

2) la serie è bellissima.

I primi tre minuti sono sconvolgenti, ma forse un po’ fuorvianti perché ci fanno immaginare un mondo alla “Signore degli Anelli” anche se poi ci si ritrova immersi più in un favoloso medioevo.

Nei primi dieci minuti appaiono un sacco di personaggi, di cui riusciamo a capire la personalità dalle poche parole che si scambiano. Anche nello svolgersi della storia, poche frasi o addirittura un semplice soprannome, ci svelano efficacemente antefatti e caratteri che in altri sceneggiati richiederebbero intere stagioni per rivelarsi.

L’unico punto debole della storia potrebbe essere costituito dal fatto che i personaggi sono un po’ tagliati con l’accetta (alcuni in senso letterale), costituendo di fatto delle caratterizzazioni: l’uomo d’onore, la mamma che si sacrifica per i figli, colui che segue il vessillo del vincitore eccetera. Ma, forse, in un mondo di soldati e di guerre, dove l’inverno può arrivare all’improvviso, è importante avere una personalità senza sfaccettature (e poi, in questo modo, per gli spettatori è più semplice capire da che parte stanno i vari personaggi).

Gran bel telefilm, da seguire se non siete troppo impressionabili e se amate le storie complesse (meno complicate di quello che potrebbe sembrare).

E ricordate “Winter is coming”

voto complessivo 9/10

ImageIl film più atteso dedicato ai supereroi Marvel è finalmente arrivato nelle sale italiane. Annunciato dagli innumerevoli Easter Eggs presenti in alcuni dei precedenti film, non delude gli appassionati e nemmeno i non appassionati.

Grandi effetti speciali, battute ironiche e divertenti, epiche scene di battaglia e di distruzione, approfondimenti psicologici e personaggi dalla personalità ben delineata rendono il film godibile anche ai non esperti del genere, anche se la trama presuppone un po’ di conoscenze pregresse (degli altri film, non dei fumetti).

Non vogliamo sottolineare la fedeltà alla storia dei fumetti, dato che non è questo a cui aspirano i film ispirati al mondo dei comics, ma vogliamo sottolineare la fedeltà allo spirito dei vari personaggi così come sono stati delineati nei vari film. Capitan America è l’ispiratore, la guida, il super soldato che è super per il coraggio non per la forza; Iron Man è lo scanzonato miliardario, la cui battuta fulminante serve a spezzare la tensione e a non cadere in preda al panico davanti a forze estremamente più grandi e soverchianti; Thor è l’impersonificazione dell’onore a tutti i costi, il dio che deve emendare le colpe dei propri simili. E così via.

Complimenti quindi agli sceneggiatori che hanno saputo costruire un mondo alternativo a quello dei fumetti, ma coerente al suo interno, nei limiti del possibile, rispettando, se non altro nello spirito, quello che è l’obbligo assoluto dei fumetti Marvel: la coerenza interna, la continuity.

E quindi andate a vedere questo film che non vi deluderà, ricordando che HULK SPACCA!

Voto complessivo 8/10

La terribile banda dei "tredici" piratiChe peccato non aver letto i libri di Michael Ende quando andavo alle elementari! Questo “La terribile banda dei ‘tredici’ pirati” è il seguito dell’altro libro già recensito in questo blog “Le avventure di Jim Bottone”, di cui ne costituisce la conclusione delle vicende.

Ancor più zeppo di avventure del primo, questo libro contiene tanti elementi che oggi sono cari agli appassionati di fantasy: enigmi, draghi, tesori, essere fatati, espedienti, pirati (vabbé questi ultimi si potevano dedurre dal titolo).

La storia e il ritmo della prosa lo rendono meno infantile rispetto al primo libro e quindi godibilissimo anche dai bimbi un po’ cresciutelli (dai 20 ai 110 anni insomma).

Perciò non indugiate: se vi piace l’avventura e il fantasy correte a leggere questo libro e non esitate a regalarlo ai bambini che vi sono cari e che volete che imparino a sognare.

voto complessivo 9/10