Archivio per la categoria ‘7/10’

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C’era una volta la terza stagione della serie televisiva Once Upon A Time (c’era una volta in Italia), che si è conclusa in maniera più che soddisfacente. Questa stagione, in realtà, è stata costituita da due archi narrativi separati, legati unicamente dalla conclusione del primo al termine della prima metà (il mid-season in America, in pratica prima delle vacanze di Natale). Entrambi sono stati più che dignitosi, con nuovi personaggi abbastanza inquietanti e uno sviluppo psicologico dei protagonisti tutto sommato coerente con quanto fatto fino ad ora.

Lasciamoci quindi trasportare sull’isola che non c’è e nel meraviglioso mondo di Oz, che non sono proprio quello che ci aspettavamo che fossero, proprio come accade per tutti i mondi e i personaggi dell’incantato mondo di Once Upon A time, e godiamoci i momenti di pura cattiveria del cattivo di turno.

Un consiglio: ogni puntata è stata studiata per terminare con un colpo di scena, un cliffhanger per lasciarti sospeso ad interrogarti come si evolverà la situazione. Il binge watching (= guardare tutte le puntate l’una appresso all’altra in un’unica giornata) può forse rovinare questo effetto.

Voto complessivo 7/10

 

Revenge (Stagione 3)

Pubblicato: 13 maggio 2014 in 7/10, dramma, telefilm

revenge3È terminata la terza stagione di Revenge, il telefilm che narra i tentativi di vendetta di Emily Thorne nei confronti di chi ha interferito pesantemente con la sua vita e quella di suo padre. Questa terza stagione è stata sicuramente migliore della seconda, confusa e contorta, ma non è esente da pecche. Ha avuto il pregio di essere divisa in due archi narrativi, separati dall’interruzione di mid-season (le vacanze di Natale), con un bel cliff-hanger tra le due, dando il modo agli sceneggiatori di concentrare le singole storie in meno puntate, senza stiracchiare la trama in 22 lunghi episodi. Alcuni personaggi non son stati ben delineati, avrebbero potuto essere sfruttati meglio, e nella parte centrale si fa un po’ di confusione a capire chi è che sta dietro a Emily. Però in sostanza è una buona serie, con la giusta dose di colpi di scena, da vedere però solo se si è vista l’ottima prima stagione e la scadente seconda (l’arco narrativo orizzontale è piuttosto intricato).

Certo se le attrici riuscissero ad alzare le sopracciglia sarebbe anche ben recitata.

Voto complessivo 7/10

 

SpoilsSi tratta di una miniserie che fa la parodia alle miniserie. Surreale, con una recitazione volutamente esagerata, con una trama improbabile senza molto senso logico, con scenari finti in maniera evidente, con manichini al posto di un paio di attori, riesce a prendere in giro gli sceneggiati americani degli anni passati, strappando un sorriso senza riuscire, però, ad essere esilarante.

Si tratta dunque di un interessante esperimento, soprattutto per quanto riguarda la prova dei bravissimi e famosissimi attori (Tobey McGuire e Tim Robbins tra gli altri), che spesso hanno delle battute lunghissime, dei sontuosi dialoghi che fanno apprezzare la loro abilità recitativa.

Insomma più che la storia, la serie intrattiene per la recitazione, più che uno scimmiottamento del genere si tratta forse di una messa in ridicolo della recitazione esagerata e fuori contesto, che, purtroppo, troviamo in molti sceneggiati italiani contemporanei.

Vale la pena di vedere questo esperimento, anche perché sono solo sei puntate di 30 minuti ciascuna, per passare tre ore con un sorriso sulle labbra, apprezzando anche la scenografia studiatissima.

Voto complessivo 7/10

ImageSi è conclusa la terza stagione del Trono di Spade e la serie ha confermato quanto già ammirato e/o odiato nelle prime due.

Grandi personaggi, trame avvincenti, misteri imperscrutabili, giochi di potere (o di troni), il tutto in tante storie separate che avanzano in parallelo. Anche se… qualcosa inizia (molto lentamente) a convergere e qualche personaggio, fino ad ora separato dagli altri, arriva perfino ad intrecciare la propria storia con quella di altri.

Grandi colpi di scena sono però leggermente annacquati in questo flusso di storie frammentarie e continue, che fanno sì che molte puntate sembrano quasi un interludio prima del climax dell’episodio successivo (che non è detto che non sia un’altra puntata interlocutoria).

Insomma, è un’ottima serie, con il suo velo ambiguo che separa bene e male, lucidità e follia, potere e onore, famiglia e gloria personale. Però ho il vago sospetto che nei libri, non costretti a comprimere le vicende in un’ora di trasmissione, tutto ciò renda meglio.

Voto complessivo 7/10

Looper

Pubblicato: 5 febbraio 2013 in 7/10, dramma, fantascienza, film
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I via20130205-081307.jpgggi nel tempo. Uno dei temi più cari agli autori di fantascienza. Ma è ancora possibile scrivere qualcosa di originale che al suo interno parli di un viaggio nel tempo? Forse no, ma quello che è possibile fare è parlare dell’aspetto emozionale di un viaggio nel tempo: riusciamo a convivere con le azioni che abbiamo commesso nel passato? Le rifaremmo uguali? Fino a che punto ci spingeremmo per cambiare il futuro (che per noi è passato)?
Questo film ci prova e ci riesce brillantemente, pur con qualche passaggio un po’ verboso, grazie anche a un Bruce Willis un po’ imbolsito ma azzeccatissimo e a un bimbo di cui sentiremo parlare ancora.
Un film che va visto, anzi che andrà visto o che è stato visto (mi confondo sempre con i tempi verbali quando si parla di viaggio nel tempo), senza aspettarsi un capolavoro.

Voto complessivo 7/10

 

HungerIl film è stato premiato a Cannes con la Camera d’oro nel 2008 e arriva da noi in Italia un po’ in ritardo, forse sulla scia del successo dell’altro film di Stece McQueen in cui il protagonista è sempre Michael Fassbender (sto parlando di Shame).

Forse il film arriva da noi un po’ in ritardo perché narra di un tema poco familiare a noi Italiani (i tumulti nell’Irlanda del nord degli anni 80 e le relative proteste dei prigionieri nei confronti del governo di Margaret Thatcher) e, soprattutto, per l’estrema crudezza con cui il film tratta l’argomento.

Estrema. Forse un po’ troppo.

Alcune scelte registiche le ho trovate veramente notevoli, come le scene inziali con il poliziotto in bagno o mentre fuma, il cui senso si svela a mano a mano che il film procede; oppure il punto centrale del film, un lungo colloquio a camera fissa che divide in due parti il film e ne rivela il significato profondo.

Forse, senza questi particolari avrei classificato il film come inutilmente ed eccessivamente crudo, mentre grazie ad essi riesco a darne un giudizio abbastanza positivo, nonostante la profonda sensazione di disturbo che ho provato.

Una cosa va detta: senza il dialogo centrale il film sarebbe stato solo un documentario sul corpo umano e sulle sue degenerazioni.

voto complessivo 7/10 (solo per stomaci molto forti…)

Shame

Pubblicato: 22 gennaio 2012 in 7/10, film, sesso

Tanto si è detto di questo film. Il sesso è un argomento che tira, evidentemente…

Il film si svolge lentamente, anzi, più che lentamente direi con scene riprese in tempo reale a sottolineare la quotidianità delle azioni del protagonista, che vive una vita strana, nascosta, ma non priva di conseguenze per sé e per gli altri che gli ruotano attorno.

Un film più da vedere che da capire, da assaporare nella sua lentezza non noiosa, con un protagonista molto particolare, che durante il film cambia talmente faccia ed espressione che dubiti che sia sempre lo stesso attore.

Forse un po’ più di approfondimenti psicologici sarebbero stati apprezzati dallo spettatore medio, ma tant’è.

Come dire: guardare e non toccare.

Voto complessivo 7/10