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copertina di Marina BellezzaI protagonisti di questo romanzo sono disegnati con una tale completezza, che per tutto il libro dubiti che si tratti di personaggi inventati e pensi che l’autrice ci stia parlando di persone reali, di amici che ha effettivamente conosciuto e di cui ce ne illustra i pensieri, le emozioni e le azioni.

Seguiamo le loro vicende, partecipando empaticamente alle loro gioie, alle loro frustrazioni, ai loro desideri di rivalsa, alle loro azioni che, per quanto possano essere foriere di sofferenza, non riusciamo a definire sbagliate, perché sono la naturale conseguenza di come la persona che le compie è realmente fatta.

Il tutto si svolge in diverse parti d’Italia (in special modo nel Biellese) in un clima precario, nel quale sai che tutto è difficile e quindi, quando sta succedendo qualcosa di bello o piacevole, preferisci chiudere per cinque minuti il libro per assaporarne la dolcezza e rimandare l’aspro sapore della caduta.

Sarebbe dunque facile dire che “Marina Bellezza”, secondo libro (dopo il bellissimo “Acciaio”) di Silvia Avallone, è un ottimo romanzo, con le sue storie coinvolgenti, gli amori combattuti, le vite tormentate. Sarebbe facile. Però quando uno scrittore riesce a descrivere così efficacemente con le emozioni un periodo storico, quando attraverso la vita di due persone, rappresenta le difficoltà universali dell’amore e dei rapporti tra le persone, quando anticipa gli avvenimenti, ebbene allora è lecito parlare di ottima letteratura.

Voto complessivo 10/10

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l'uomo di marketing e la variante limoneSarà che molte delle battute mi erano state anticipate dagli amici che mi avevano consigliato questo libro, ma non l’ho trovato divertente come mi era stato preannunciato.

Le decisioni sulla campagna pubblicitaria da intraprendere per un nuovo prodotto vengono disegnate in maniera talmente inverosimile, che è difficile per un profano coglierne l’ironia.

Anche i siparietti dedicati alle battute durante l’ora di pranzo, al di là della battuta, sono troppo esagerati.

Unica nota positiva, la lunghezza, anzi la brevità, che ti permette di leggerlo mentre aspetti che parta il treno, strappandoti qualche sorriso.

Forse è un po’ troppo anni ’90, che non sono ancora tornati di moda.

Voto complessivo 6/10

Le avventure di Jim BottoneNon sono più un adolescente (lo confesso) e quindi questa lettura dei libri di Michael Ende appare senz’altro fuori dal tempo. Questo “Le avventure di Jim Bottone”, in particolare, è decisamente un libro per bambini. A differenza del più maturo “La storia infinita”, le avventure e il ritmo sono più semplici, più adatte alla fantasia di un lettore non smaliziato quale può essere un bambino.

Eppure…

La storia è appassionante, va detto. La struttura a mini capitoli la rende ideale per una lettura al letto, con il bimbo sotto le coperte e il genitore che legge un racconto (si fanno ancora queste cose?), anche perché le domande che il bambino farà sulla storia sono sicuramente tante (del tipo “ma esiste questa cosa? E questa può essere? Ma io sono stato adottato?” non so se mi spiego).

Quindi, se non lo avete letto da bambino e se non siete intenzionati ad intraprendere una lettura storiografica dell’opera omnia di Michael Ende, allora vi conviene aspettare di avere un bambino/una bambina, tra i 6 e i 12 anni, a cui poter leggere questa storia bella e appassionante.

Voto complessivo 8/10

ImageDopo il tramonto e prima dell’alba, in una Tokio oscura e aliena, eventi casuali si incontrano in maniera lieve e forse inconsistente. Una serie di pennellate oniriche e voli pindarici di un occhio/telecamera sono descritti da una impersonale voce fuori campo.

Tutto può accadere di notte, periodo che normalmente non viviamo e i protagonisti che lo fanno arriveranno a incontrare parti di sé dimenticate da tempo.

Ancora più del solito, questo libro di Murakami ha una trama che è tutta nell’occhio e nelle orecchie del lettore, che è l’unico che può ricavarne un filo narrativo. Se vuole ovviamente.

Se cercate una storia in cui l’autore vi svela la chiave del racconto, allora questo libro non fa per voi.

 A me è venuta voglia di stare sveglio una notte intera.

voto complessivo 8/10

xy

xy, un romanzo di Sandro Veronesi

Uno strano romanzo questo di Veronesi. Per fargli un complimento potremmo dire che è una storia senza senso. E confermo il concetto che si tratta di un complimento.

Un po’ kafkiano, se vogliamo: succede qualcosa di terribile e inspiegabile e l’autore è interessato più ad analizzare come si reagisce di fronte a questi accadimenti, piuttosto che indagare su come sono successi e su chi li ha causati.

E il tutto sotto due punti di vista: uomo e donna, scienza e fede, chi l’ha vissuto e chi ne è stato testimone. Proprio come in una puntata di X-Files! Due come X e Y, appunto, che sono anche il simbolo delle incognite: incognito è ciò che accade, sconosciuto è il modo come reagiamo.

Forse si fa un po’ dì fatica ad identificarsi in quanto accade nel romanzo, proprio per la sua assurdità: sarebbe come cercare di immedesimarsi in un abitante dell’antico Egitto subito dopo le sette piaghe.

 

Un libro non facile, quindi, ma sicuramente interessante. Chi cercasse un giallo lo evitasse.

Voto complessivo 8/10