Posts contrassegnato dai tag ‘amore’

copertina di Marina BellezzaI protagonisti di questo romanzo sono disegnati con una tale completezza, che per tutto il libro dubiti che si tratti di personaggi inventati e pensi che l’autrice ci stia parlando di persone reali, di amici che ha effettivamente conosciuto e di cui ce ne illustra i pensieri, le emozioni e le azioni.

Seguiamo le loro vicende, partecipando empaticamente alle loro gioie, alle loro frustrazioni, ai loro desideri di rivalsa, alle loro azioni che, per quanto possano essere foriere di sofferenza, non riusciamo a definire sbagliate, perché sono la naturale conseguenza di come la persona che le compie è realmente fatta.

Il tutto si svolge in diverse parti d’Italia (in special modo nel Biellese) in un clima precario, nel quale sai che tutto è difficile e quindi, quando sta succedendo qualcosa di bello o piacevole, preferisci chiudere per cinque minuti il libro per assaporarne la dolcezza e rimandare l’aspro sapore della caduta.

Sarebbe dunque facile dire che “Marina Bellezza”, secondo libro (dopo il bellissimo “Acciaio”) di Silvia Avallone, è un ottimo romanzo, con le sue storie coinvolgenti, gli amori combattuti, le vite tormentate. Sarebbe facile. Però quando uno scrittore riesce a descrivere così efficacemente con le emozioni un periodo storico, quando attraverso la vita di due persone, rappresenta le difficoltà universali dell’amore e dei rapporti tra le persone, quando anticipa gli avvenimenti, ebbene allora è lecito parlare di ottima letteratura.

Voto complessivo 10/10

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Amour di Michael Haneke

Pubblicato: 19 novembre 2012 in 8/10, cinema, dramma, film
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Nel rito religioso ci si promette di amarsi “amour di Hanekein salute e in malattia”. In quello civile ci si obbliga all’assistenza morale e materiale.

Ma effettivamente che cosa significa tutto ciò? Haneke prova a spiegarcelo a modo suo.

Una serie di quadri cinematografici, a camera fissa, provano a rispondere a questa domanda, illustrando il quotidiano di un’anziana coppia di coniugi, nella buona e nella cattiva sorte.

Lo sguardo del regista è asettico, quasi come se voglia lasciar parlare gli occhi, le parole e i gesti degli attori, due (anzi tre) mostri di bravura, che definiscono che cosa voglia dire “recitare”.

Da vedere, ricordando che il film è essenzialmente francese e che con Haneke non si può mai stare tranquilli.

Voto complessivo 8/10